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Gruppo di Autoproduzione Editoriale
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La copertina
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AUTEDITORILA RAGAZZA DELLA TWINGO GIALLA[racconto a più mani] PrefazioneGià scrivere un racconto da soli è un bel casino... Fate un po' i conti voi come può essere scriverlo in dieci! Comunque abbiamo voluto provarci, così: per metterci alla prova tutti insieme, con questo strano gioco di gruppo. E allora ci siamo detti: Uno comincia a buttare giù quello che gli viene in mente, basta soltanto che abbia un andamento narrativo. Poi un altro continua la storia come più gli piace, purché non esca troppo dal seminato... E via così fino a che tutti e dieci ne abbiamo scritto un pezzo. E così è stato. Una volta ultimata la stesura di tutti i singoli pezzi, abbiamo pensato di trasformarli in veri e propri capitoli del racconto, attribuendo ad ognuno un titolo, scelto a tavolino dall'intero gruppo. Il racconto che state per leggere, quindi, è il risultato di questo esperimento. Gli autoriMirko Visentin | Marco Gheno | Filippo Pavan | Silvia Salvagnini | Genny Biondo | Enrico Lucchese | Vania Rosmi | Sabrina Dagnolo | Luigi Pozza | Roberto Cesaro Note biograficheGENNY BIONDO (1979), laureata in Lettere a Venezia, spera un giorno di entrare nel mondo dell’editoria. Nel frattempo vende libri. [contatta l'autrice] SABRINA DAGNOLO (1974), laureata in Lettere a Venezia, cucina, legge e si prodiga per trovare lavoro agli altri. [contatta l'autrice] [Le note biografiche degli altri autori le trovate di seguito alle schede dei rispettivi libri]
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L'incipit...
Begli amici. Facile dire: inizia tu. Lo avevano guardato tutti insieme tutti all’incrocio degli occhi tutti come se avessero il dito puntato contro di lui tutti seri come se avesse commesso chissà quale reato e avevano detto: inizia tu. In realtà la voce era uscita solo dalle labbra di Monica, ma era come se in quella sua voce che di solito sapeva di latte e miele, e che tante troppe volte gli aveva fatto girare il sangue tutto in una volta per tutto il corpo fino a ingrumarsi sotto la patta dei jeans era come se in quella voce ora si fondessero tutte le voci del gruppo, anche quella stridula di Antonio e quella nasale di Michele. Rovinare la sua voce in questo modo, come cazzo si permettevano! E poi per dirgli: inizia tu! Bel coraggio. Begli amici.
«Se è questo che avete deciso, va bene. Ma poi non ditemi che sono il solito...» «Dai, Andrea, muoviti!» lo aveva incalzato Monica, dopo aver recuperato la sua voce di sempre. «E poi ’sti cazzo di giochi della verità... non mi sono mai piaciuti...» «MUOVITI!» «Ok, allora mettetevi comodi… Aveva parcheggiato la sua Twingo giallo ocra proprio davanti alla porta-finestra del mio salotto. ... |